Come verrà eletto il Presidente Repubblica se vincesse il sì?

NUOVI QUORUM PER IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Con la Riforma Costituzionale cambierà anche l’elezione del nostro Presidente della Repubblica.
Saranno solo Deputati e Senatori, in seduta comune, a scegliere chi andrà al Quirinale. Restano fuori i Presidenti delle Regioni ma la rappresentanza delle Regioni è assicurata dai 71 membri del Senato, provenienti dai Consigli Regionali.
Cambiano anche le maggioranze necessarie per l’elezione del Presidente.
Nelle prime 3 votazioni serviranno i 2/3 degli aventi diritto, dalla quarta alla sesta saranno necessari i 3/5 degli aventi diritto al voto, quorum maggiori di quelli attuali.
Dalla settimana votazione, invece, diminuisce il quorum, non la maggioranza degli aventi diritto, ma quella dei presenti.
Questo punto non piace ai sostenitori del “No” perché alla fine si potrebbe eleggere un Presidente con meno voti, mentre chi è per il “Sì” sostiene che la riforma all’inizio dà maggiori opportunità di eleggere il Presidente con una maggioranza più ampia e dalla settima libera la maggioranza del Parlamento dalla necessità di sottostare alle minoranze per la scelta del Presidente.
Vero è che questa novità, consente a chi Governa che dovrebbe avere presumibilmente la maggioranza alla Camera di attenuare l’eventuale peso di un Senato con maggioranza diversa.
Cambia anche il potere che il Capo dello Stato ha sullo scioglimento dei due rami del Parlamento: potrà sciogliere solo la Camera, il cui Presidente sarà la seconda carica più alta dello Stato, che farà le veci in assenza del Presidente della Repubblica. Ora, questa figura è rappresentata dal Presidente del Senato.
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